Too much tech

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Ormai sono più di vent’anni che conviviamo a stretto contatto con gadget tecnologici e  piattaforme digitali 24/7 ed è naturale che il nostro approccio e atteggiamento nei loro confronti siano cambiati col tempo in varie direzioni.

L’invadenza dei tech device e dei social ha portato al cosiddetto Techlash (termine coniato lo scorso anno dall’Economist per spiegare il sentimento negativo e il disincanto che molte persone provano oggi nei confronti della tecnologia) e quindi anche le stesse big corporation come Google, Facebook e Apple stanno lanciando campagne e app per monitorare il tempo passato davanti ai device e promuovere un’esperienza tecnologica più equilibrata. Chi stava sempre attaccato ai propri device per il timore di perdersi qualcosa, sta apprezzando nuovamente il tempo libero lontano dalla tecnologia. Questo cambio radicale di atteggiamento è sintetizzato da una tendenza individuata da Nextatlas chiamata Digital Therapist e che colpisce principalmente gli esponenti della Genezione X (40-50enni) cresciuti in una dimensione analogica e incapaci di gestire quella immersiva digitale.

 

Di fronte all’immensa quantità di informazione e di tecnologia, come scrive Massimo Mantellini nel suo bel saggio “Bassa risoluzione” (Einaudi), la gran parte della popolazione, specie quella più giovane, ha deciso di rallentare, abbassando le proprie aspettative e utilizzando solo una parte superficiale dell’offerta. Questo avviene in molti campi: dall’ascolto della musica alla fruizione delle informazioni fino all’utilizzo della nostra memoria, stabilendo un’idea di riduzione che però crea un nuovo valore.

Questa “bassa risoluzione” dipende molto anche dagli algoritmi che, con la promessa di semplificare la nostra vita, suggerendo delle soluzioni personalizzate, ce la rendono sempre più normale, standard, uguale alle altre, e quindi inefficiente e poco interessante.
David Perell ha scritto in questo senso un interessante long form sul viaggio guidato dagli algoritmi che vi invitiamo a leggere e che approfondiremo presto.

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