Gingham reloaded

Sebbene la sua origine sia del sud-est asiatico (Malesia, in particolare) il Gingham , ovvero il classico tessuto a quadretti, per noi europei ha sempre rappresentato uno dei simboli dell’America più tradizionale, con varie declinazioni nell’immaginario cinematografico, da Judy Garland a Deborah Kerr e Marilyn Monroe, fino a Brigitte Bardot, grazie alla quale noi lo identifichiamo come “quadretto Vichy”.

Schermata 2018-07-30 alle 16.17.40Alla fine degli anni 90 Rey Kawakubo di Comme des Garçons lo utilizza come elemento per costruire bizzarri rigonfiamenti sul corpo femminile che non seguono le curve consolidate della silhouette ma, al contrario, le ribalta e ne inventa di nuove. Da allora il gingham è diventato sempre più diffuso sia nelle passerelle (Miu Miu) e soprattutto tra quei brand di eco-fast fashion come Reformation e Rouje molto popolari su Instagram, usato per tagli asimmetrici, bizzarri arricciamenti, silhouette contemporanee e tonalità contrastanti.

 

Per la diffusione di questa tendenza, già individuata da Nextatlas nell’aprile 2017 (Gingham’s coming of age), i social sono stati fondamentali per creare un interessante connubio tra disegni tradizionali e tagli innovativi.

Schermata 2018-07-30 alle 16.24.35Schermata 2018-07-30 alle 16.43.56

La novità è che oggi il gingham non è presente solo nell’abbigliamento alla moda ma interessa sempre più anche altri settori. Spesso presente nei corredi domestici, nelle imbottiture e nelle tovaglie, il Vichy è veicolo di nostalgia e giocosità, di infanzia e spazi aperti, certo oggi solo per i più giovani GenX e i Millennials, ma che ne pensano i più giovani? E cosa rappresenterà nel loro immaginario? Forse dovranno prima riscoprire la campagna.

Così appare la suddivisione demografica di #countryside come analizzata da Nextatlas